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Il castello Aghinolfi
 
Le notizie sul Castello Aghinolfi sono tratte dal sito: http://www.castellidilunigiana.it
I testi sono di Nicola Gallo.
L'elemento architettonico più interessante del complesso fortificato è il grosso edificio ottagonale, riconoscibile anche come il più antico. Per quanto la documentazione scritta attesti la presenza di un'opera fortificata già nell'VIII secolo, la struttura ottagonale è cronologicamente assegnabile ai primi secoli del basso medioevo e sembra rivelare alcuni caratteri, come la ripartizione orizzontale a bande bicromatiche e le dimensioni interne della struttura, tipici di architetture non solo militari ma anche residenziali.
Tramite una cortina muraria la struttura ottagonale era collegata alla torre a base circolare, definita nella documentazione come "baluardo di San Paolino". A questo complesso si accedeva tramite una scala retrattile collocata tra il terrapieno e l'impianto ottagonale, in seguito sostituita da una scaletta in muratura, visibile nelle rappresentazioni ottocentesche e attualmente non più esistente. Una volta saliti sul terrapieno, è possibile accedere al baluardo di San Paolino.
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Il "baluadro di San Paolino" è contraddistinto dalla presenza di resti di merlatura e da una scala a chiocciola che, scendendo all'interno della struttura, conduce ad un'ampia apertura dalla quale si poteva controllare l'esterno delle mura. Dal terrapieno si raggiunge l'interno dell'edificio a base ottagonale.
Internamente questa struttura, definita nella documentazione come "baluardo di San Francesco", è contraddistinta dalla presenza di una torre circolare, sulla quale grava in parte il carico di una volta anulare continua che scarica, l'altra metà del suo peso, sulla muratura perimetrale. La volta, conservata solo in parte, sorregge un piano calpestabile, una terrazza, mentre la torre circolare, non propriamente concentrica, superava in altezza l'edificio a base ottagonale svolgendo le funzioni proprie di una torre d'avvistamento. E' proprio l'ampia visibilità, che dalla cima di Castello Aghinolfi si estende dalla costa toscana fino alla costa Ligure, a caratterizzare questa importante fortificazione.
All'interno del complesso architettonico sono individuabili strutture risalenti a momenti storici diversi.
La torre ottagonale sembra riconducibile ai primi secoli del basso medioevo Recenti datazioni avvenute su frammenti di carbone inclusi nella malta assegnerebbero la costruzione ad un periodo compreso tra la metà del secolo XI e la metà del secolo XII. In quel periodo il castello Aghinolfi era costituito solamente dalla grossa torre, che assolveva nello stesso tempo alle funzioni di difesa e probabilmente di dimora. Tra le rovine non sono apprezzabili resti di strutture propriamente trecentesche, ma si possono attribuire a questo periodo alcuni interventi di risarcimento delle murature dell'impianto a base ottagonale. Il castello sembra essere stato pesantemente modificato nel secolo XV, al quale potrebbe risalire l'aspetto architettonico che attualmente lo contraddistingue. Una grossa torre a base circolare, assieme ad un terrapieno, aveva lo specifico ruolo di difendere nel versante montano l'antica struttura ottagonale, che assumeva la funzione di mastio. Il complesso si componeva così di un ampio perimetro fortificato, definito nelle fonti scritte come primo procinto, e di un secondo procinto. La documentazione del XVI secolo riferisce dell'esistenza di numerose abitazioni, circa 130, esistenti nei due procinti, delle quali sono oggi visibili solamente le fondamenta. Le case erano state erette dai Montignosini come rifugio in caso di pericolo e per questo motivo conservavano derrate alimentari, vino, olio e carne secca. Nel 1585 venne abbattuta la parte alta del mastio, ritenuta più pericolosa che utile.
Alla fine del cinquecento risale la sistemazione della piazza d'armi, realizzata tramite la demolizione degli edifici adiacenti al mastio e, probabilmente, la costruzione del muro perimetrale est, con il cammino di ronda e gli accessi al corridoio sotterraneo.
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