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| Il lago di Porta |
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| “Si è
questo Lago formato nel Medio Evo a cagione delle acque
dei torrenti e dei canali dei dintorni, il corso delle quali,
impedito dai banchi di sabbia lasciati dal mare, di necessità
dovette impaludare i circostanti terreni fino a ricuoprire
la Via Consolare, che tuttora, quand’esse son limpide
e quiete, si discerne nel fondo del medesimo” . |
(V.
Santini - Commentarii storici sulla Versilia Centrale)
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Il Lago
di Porta, come quello di Massaciuccoli, appartiene
a quella vasta estensione di aree palustri e zone umide
della pianura versiliese, per lo più si tratta di
laghi retrodunali che anticamente si disseminarono sul territorio,
occupando la Versilia del Nord fino al livornese.
Il bacino risultante si sviluppava per tutto il litorale
ed è in esso che si andarono a raccogliere le acque
provenienti da alcuni piccoli stagni già in essere
e le acque dei fossi di scolo di tutto il tratto pianeggiante,
al punto che tutta la pianura dovette essere interessata
dalla palude di cui in più parti restano tracce ancora
oggi. |
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| Le prime notizie
sul Lago risalgono all’anno 1244,
ove in un atto tra i nobili di Corvaia e Montignoso per
questioni di confini a proposito di sorgenti d’acqua
salubre, chiamate “Acque
della Sanità”, che esistevano prima
della formazione del lago e che scaturivano calde e fumanti
nelle vicinanze dell’antico forte di Porta, viene
chiamato “Lacum Salvio”. |
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Ancora oggi, fra
il territorio montignosino e quello di Pietrasanta, il lago
di Perotto, detto anticamente di Porta Beltrame, è
tra i più cospicui e significativi bacini d’acqua
del circondario, che appartenuto ai Lucchesi, passò
nel 1405 alla Repubblica fiorentina assieme al territorio
di Pietrasanta.
Il Lago fu detto di Porta Beltrame,
in quanto con questo nome veniva ad essere indicata una
“chiusa“ o porta di passaggio, situata sul confine
orientale con la Versilia e collocata ai piedi del monte
su cui sorge il Castello
Aghinolfi. |
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| Di questa “Porta”
si ha notizia in un decreto
del 15 maggio 1055 e ancora, da testimonianze riportate
nei già citati Commentarii
di V. Santini, si legge : “luogo dove sono
due pilastri grossi“ e in altra: ”che ha veduto
una catena di ferro dall’un pilastro all’altro
e riscuotersi la gabella in detto luogo da quei di Montignoso”,
mentre la prima citazione riguardante il Lago si ha nel
1329, allorquando fu
concesso in feudo a un certo Perotto di Jacopo dello Strego.
Lo stesso doveva essere a quel tempo molto più esteso
e di maggiore profondità perché le barche
potevano arrivare fino a Porta dove vi era anche una vecchia
osteria. |
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| L’area del
lago fu importante zona militare
e di transito, stretta tra le colline e le paludi
costiere, divenne un passaggio quasi obbligato per i viandanti
che erano costretti a pagare dazi e pedaggi.. |
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| In epoca medioevale
il luogo era attraversato dalla Via
Francigena, che rappresentava il principale percorso
di pellegrinaggio religioso verso le città sante
della cristianità. Nei suoi pressi sorsero diversi
edifici fra cui la Chiesa di
Santa Maria di Porta e l’Osteria
di Porta già ricordata, che dava ospitalità
e ricovero a quanti transitassero nella zona. |
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| Fin
dal 1300 il lago viene ricordato per l’ottima qualità
e l’abbondanza del pesce e, come si legge nelle vecchie
carte, i territori adiacenti erano indicati con nomi specifici
a seconda dell’uso, “prata”,
destinati al pascolo, “pagliareti”
alla raccolta del fieno, falasco, giunchi, e “campi”
alla coltivazione di cereali, olivi, viti e alberi da frutto. |
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