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Cenni storici
 
Sempre forte è stato l’attaccamento dei Montignosini alla religione che non era testimoniato solo dalla Pieve di San Vito, che edificata prima dell’anno mille, venne demolita agli inizi dell’ottocento e si trovava nel lato verso Massa del nostro Cimitero che si chiama appunto di San Vito, ma anche da altre Chiese e Oratori sparsi nelle frazioni di Capanne, Piazza, Prato, Cerreto, San Eustachio e Vietina. Purtroppo il territorio durante la seconda guerra mondiale dovette sopportare per ben sette mesi i bombardamenti aerei e il connoneggiamento navale degli Alleati, e così di tante Chiese si salvò solamente quella di San Eustachio e qualche altra Cappella.
Le attuali Chiese di San Vito e di Santa Maria della Rosa ed altre sono infatti approssimative ricostruzioni delle preesistenti.
A Montignoso resta tuttavia la gloria di aver dato i natali a tanti uomini illustri: Niccolao Giorgini (1773-1854) ad esempio, che addirittura divenne capo della Reggenza della città di Lucca per conto di Leopoldo II, Cesare Bertagnini (1827-1856), che distintosi fin da giovane nella chimica, scrisse saggi fondamentali sulla materia, Giovanni Sforza (1845-1922), storico e archivista di gran talento e il figlio Carlo Sforza (1872-1952) che, entrato in diplomazia nel 1896, ricoprì numerosi incarichi al Cairo, a Parigi, a Pechino, è più volte ministro degli Esteri e nel 1919 fu nominato senatore e ambasciatore a Parigi fino all’avvento del fascismo. A lui si deve la firma di importanti trattati, come quello di Rapallo con la Jugoslavia e un forte contributo all’adesione dell’Italia al Piano Marshall e al Patto Atlantico; nel 1948 è ancora senatore e morirà in questa carica a Roma.
Da ricordare inoltre che nella stretta valle che dal mare risale verso il culmine delle Apuane sorge Villa Schiff Giorgini, una residenza nobile dell’800 con giardino e statue di marmo , oggi sede del Comune di Montignoso.
La famiglia Giorgini è stata una delle più prestigiose del luogo, simbolo di un’antica nobiltà che ha lasciato il segno, con i suoi esponenti più noti, nel mondo politico, culturale e scientifico del tempo. Vi sono anche ricordi di Alessandro Manzoni, la cui figlia Vittoria sposò il senatore Giovan Battista Giorgini.
Di quel tempo è rimasta la costruzione, il gioco dei piani costruttivi e soprattutto il parco, che con le sue secolari piante rende ancora più ospitale il luogo.
 
 
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