Il Comune di Montignoso, all’interno di un percorso culturale di rivalutazione del territorio, intende fare un lavoro di ricerca e di riscoperta delle tradizioni paesane.

Il mondo del ventunesimo secolo appare sempre più piccolo, la globalizzazione infatti offre possibilità di esplorazione reale e virtuale tale da lasciare ben poco alla immaginazione; ciò sicuramente è cosa buona, ma la spinta a guardare fuori e avanti potrebbe indurre anche a trascurare ciò che siamo stati e ciò che siamo adesso, cosa a nostro avviso pericolosa in quanto noi saremo in base a ciò che siamo adesso e a ciò che siamo stati fino a ieri.

La conoscenza del Territorio che ci ospita non è solamente fatta di luoghi geografici o di toponomastica, quindi non può prescindere né dal come né dal quando né dal perché degli eventi quotidiani. Qualcuno può per caso ritenere che l’asprezza, la durezza ed in qualche modo anche l’ostilità delle montagne alle nostre spalle non abbia avuto e non abbia ancora grande parte nella formazione degli uomini e dei caratteri?

Approfondire e riscoprire le tradizioni paesane riteniamo che sia doveroso nei riguardi di noi stessi ed utile anche a coloro che, sempre più numerosi in questi ultimi tempi, hanno fatto di Montignoso la loro nuova terra, e che insieme a noi saranno la popolazione del paese di domani.

Fra le tradizioni sicuramente il primo posto, non fosse altro che per motivi di età, spetta alla nostra “Pefana”. La mascherata la notte della vigilia dell’Epifania è senza dubbio antichissima. Volendo provare a trovarne qualche traccia occorre andare molto a ritroso nel tempo: con una buona dose di immaginazione si potrebbe risalire fino alle tradizioni preromane degli OSCI e dei SANNITI ( cfr. “Storia del teatro napoletano”, Vittorio Viviani, Guida Editori ), ai riti Dionisiaci, alle “Atellane” o addirittura alle tradizioni Nordiche ed ai riti propiziatori dedicati alla “madre terra” dove si tentava di esorcizzare la paura della cattiva stagione, buia, fredda e quasi sinonimo di carestia, invocando l’arrivo dell’abbondanza e della dolcezza della buona stagione (la Pefana infatti porta doni).

Ma cosa è e come si svolge la mascherata?