Comune di Montignoso - MS

Arte e Monumenti

L'elemento più caratteristico del territorio è il Castello Aghinolfi,attualmente uno dei castelli più antichi dell'Italia Centrale, la cui origine può essere fatta risalire al 764 d.C. (la datazione è stata possibile grazie al ritrovamento, all'interno dell'antico mastio, dei resti di una torre quadrangolare di epoca longobarda-carolingia, una struttura rarissima nel patrimonio italiano). La lunga storia della fortezza è stata confermata, durante gli scavi che hanno portato al recupero dell'antico maniero, dal ritrovamento di più strati, oggi ancora visibili grazie ad un grande pavimento in vetro che consente di documentare materialmente i dettagli delle varie fasi costruttive.

All'esterno del Castello, le mura oggi recuperate, alte circa 6 metri con una lunghezza di 450, che -nell'antichità- davano all'insediamento il carattere e le dimensioni di una piccola città. Racchiudevano infatti al loro interno circa 140 case che andavano a costituire l'agglomerato abitativo a ridosso del Castello. I lavori di restauro, completati nel 2008, hanno permesso anche la ricostruzione delle sette torri cilindriche che caratterizzavano il circuito murario, del bastione poligonale posto a guardia dell'ingresso e del baluardo rettangolare con camminamento pensile. In questo modo è stato creato uno straordinario parco interno, dominato dalla macchia mediterranea e percorribile attraverso un articolato camminamento storico: il cammino di ronda, caratterizzato da una impareggiabile veduta panoramica. 
 

veduta castello
 

Altro edificio, vanto del territorio montignosino, è Villa Schiff - Giorgini, residenza ottocentesca frequentata in passato da personaggi della cultura e della politica, tra i quali Massimo d'Azeglio.

Oggi ospita gli uffici comunali ed è sede di mostre e iniziative culturali.Suggestivo il grande parco che circonda la Villa, ricco di piante secolari e opere in marmo.

Altrettanto importante significato storico e culturale per Porta Beltrame, testimone del passaggio della Via Francigena,antico percorso dei pellegrini provenienti da Santiago di Compostela.

Custodi di importanti opere di grande valore artistico sono le Chiese di Montignoso.

Nella Chiesa parrocchiale di San Vito e Modesto, situata in località Piazza, è conservato un trittico d'altare del pittore lucchese Michele Ciampanti del 1482, raffigurante la Madonna col Bambino tra i Santi Giovanni Battista , Vito, Modesto e Pietro. 

L'altare dipinto è un'opera di chiaro pregio e qualità; brilla di nitida bellezza nella semplicità compositiva. E'presente uno scomparto centrale, con la Vergine in trono e un bambino di gusto e stile rinascimentale con due angioletti laterali di uguale grazia.

La seconda pala d'altare rinascimentale presente a Montignoso è quella dipinta nella Chiesa di San Eustachio, datata 1495 come si può ancora chiaramente leggere lungo il finto gradino inferiore da cui due personaggi lasciano sporgere un piede secondo il consueto artificio prospettico. Lo stesso finto gradino riporta anche notevoli frammenti delle denominazioni dei Santi.

Il soggetto è ancora quello della Vergine in trono con Bambino, con ai lati i Santi Eustachio, Giovanni Battista, Maddalena e Vito, riuniti in un'unica tavola secondo una concezione più moderna del trittico precedente. 

L'altare si compone poi di una lunetta con un Padre Eterno benedicente interposta fra due Angeli.

Nella predella sono raffigurate le vicende del Santo Patrono (Eustachio), con una deposizione al centro e i Santi Paolo e Pietro ai margini. Questi episodi sono di efficace capacità narrativa, immersi in ampi paesaggi. Vi si leggono fantastiche vicende della vita del Santo che coinvolgono raffigurazioni animalesche, con il cervo che porta la croce in mezzo alle corna, il leone che non sbrana la famiglia dell'ex pagano convertito, l'idolo metallico a forma di toro cavo nel quale il protagonista venne racchiuso e martirizzato col fuoco per essersi rifiutato di adorarne il simulacro sacrale.

Entrambi i pittori, fino a tempi recenti più noti con i nomi convenzionali di Maestro di Stratonice e Maestro dell'Immacolata Concezione, sono artisti lucchesi , tra i principali interpreti e divulgatori di quel linguaggio figurativo diffuso a Lucca nella seconda metà del XV secolo, con cadenze desunte da Botticelli, Ghirlandaio e Filippo Lippi.

Nella stessa Chiesa di San Eustachio una splendida Madonna con Bambino lignea, databile entro i primi anni del Trecento, di recente riconosciuta ad un artista della cerchia di Giovanni Pisano (Tino di Camaino) o forse delle stesso maestro.

Si tratta di un'opera realizzata con larghi colpi di sgorbia, scolpita di getto. La Madonna è seduta e il Bambino con un libro nella sinistra e la destra in atto di benedizione, sta in piedi, poggiando sulla gamba della madre che lo sorregge con la mano.

Oltre queste opere, di indubbio valore artistico, il territorio è ricco anche di "marginette" o "maestà" come gli abitanti preferiscono chiamarle, di buon pregio, ora tutte catalogate, testimoni del cammino e della religiosità dell'uomo nel tempo.