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Arte e monumenti
 
La seconda pala d’altare rinascimentale presente a Montignoso è quella dipinta nella Chiesa di San Eustachio, e datata 1495 come tutt’oggi si può ancora chiaramente leggere lungo il finto gradino inferiore, che riporta anche notevoli frammenti delle denominazioni dei Santi e dal quale due personaggi lasciano sporgere un piede secondo il consueto artificio prospettico.
Il soggetto è ancora quello della Vergine in trono con Bambino, con ai lati i Santi Eustachio, Giovanni Battista, Maddalena e Vito, riuniti in un’unica tavola secondo una concezione più moderna del trittico precedente. L’altare si compone poi di una lunetta con un Padre Eterno benedicente interposta fra due Angeli.
Nella predella sono raffigurate le vicende del Santo Patrono (Eustachio), con una deposizione al centro e i Santi Paolo e Pietro ai margini. Questi episodi sono di efficace capacità narrativa, immersi in ampi paesaggi. Vi si leggono fantastiche vicende della vita del Santo che coinvolgono raffigurazioni animalesche, con il cervo che porta la croce in mezzo alle corna, il leone che non sbrana la famiglia dell’ex pagano convertito, l’idolo metallico a forma di toro cavo nel quale il protagonista venne racchiuso e martirizzato col fuoco per essersi rifiutato di adorarne il simulacro sacrale.
Entrambi i pittori, fino a tempi recenti più noti con i nomi convenzionali di Maestro di Stratonice e Maestro dell’Immacolata Concezione, sono artisti lucchesi , tra i principali interpreti e divulgatori di quel linguaggio figurativo diffuso a Lucca nella seconda metà del XV secolo, con cadenze desunte da Botticelli, Ghirlandaio e Filippo Lippi.
Nella stessa Chiesa di San Eustachio una splendida Madonna con Bambino lignea, databile entro i primi anni del Trecento, di recente riconosciuta ad un artista della cerchia di Giovanni Pisano (Tino di Camaino) o forse delle stesso maestro.

Si tratta di un’opera realizzata con larghi colpi di sgorbia, scolpita di getto. La Madonna è seduta e il Bambino con un libro nella sinistra e la destra in atto di benedizione, sta in piedi, poggiando sulla gamba della madre che lo sorregge con la mano.
Madonna con Bambino lignea
Oltre queste opere, di indubbio valore artistico, il territorio è ricco anche di “marginette” o “maestà” come gli abitanti preferiscono chiamarle, di buon pregio, ora tutte catalogate, testimoni del cammino e della religiosità dell’uomo nel tempo.
 
 
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